SPORT ED INFORTUNI

INFORTUNI DELL’ARTO INFERIORE NELLA PRATICA SPORTIVA

SPORT E INFORTUNI

Gli infortuni sportivi sono tra le problematiche più comunemente affrontate dai podologi.

Moltissimi sport implicano un costante coinvolgimento di piedi, caviglie, ginocchia e delle anche, con grande impatto su tutto l’arto inferiore e sui relativi gruppi muscolari ed articolari.

Nell’ambito della podologia sportiva quando si tratta un infortunio e quindi una problematica causata dallo sport è necessario che lo specialista abbia ben chiare le caratteristiche dello sport in questione e ne tenga conto sia nella gestione della problematica che nella prevenzione delle recidive. Il successo del trattamento passa anche nel riportare l’atleta alla ripresa totale della pratica sportiva. Nel conseguimento di tale obiettivo gioca un ruolo decisivo inoltre il lavoro in team specialistico, cioè la presa in carico del paziente da parte di un team di diversi specialisti. L’approccio multidisciplinare (podologo, ortopedico, fisioterapista e psicologo) consente al paziente di acquisire maggiore sicurezza e garantisce una ripresa della “normalità” in tempi brevi.

L’obiettivo dello specialista nella presa in carico del paziente sportivo dovrebbe essere di tipo conservativo, cioè laddove possibile evitare la chirurgia e permettere all’atleta di riprendere la pratica sportiva. A tale proposito si dovrebbe puntare principalmente alla prevenzione degli infortuni attraverso valutazioni specifiche dello sport praticato e del paziente, ovvero valutare e tenere in considerazione la sua conformazione biomeccanica ed anatomica per scongiurare potenziali infortuni e recidive.

L’approccio dovrebbe mirare allo stretching, a migliorare e ripristinale la propriocezione, equilibrio, forza, flessibilità e la corretta funzionalità biomeccanica.

Le problematiche e gli infortuni causati da eccessivo stress sono molto comuni negli atleti professionisti o in chi pratica attività aerobica quotidianamente.

 Il 30-40% delle problematiche e degli infortuni sono causati da eccessivo stress meccanico (Orava 1980, Renstrom & Johnson 1985).

Lo stress ripetuto causa microtraumi come ad esempio microfratture e di conseguenza infiammazioni acute. L’infiammazione acuta, se trascurata o qualora lo sportivo continuasse incurante a svolgere la propria attività sportiva potrebbe evolvere in infiammazione cronica e quindi causare il danneggiamento delle strutture molli vicine.

Se i sintomi di una infiammazione acuta vengono ignorati (dolore, rossore, gonfiore) e si continua la pratica sportiva si può rischiare un infortunio di entità maggiore e rendere l’approccio conservativo di difficile od impossibile esecuzione o successo e vedere l’ipotesi del trattamento chirurgico (laddove possibile) l’unico approccio possibile con conseguenze sul ripristino della normale pratica sportiva futura.

Quali sono i fattori principali che possono causare fratture da stress sportivo dell’arto inferiore:

FATTORI ESTRINSECI:

  • Errori nell’esecuzione di un esercizio;
  • La durata in termini di tempo dello stress meccanico;
  • L’intensità;
  • La superficie di lavoro: dure (asfalto, pavimento), morbide (erba, terra);
  • Scarpe.

FATTORI INTRINSECI:

  • Postura;
  • Ginocchia valghe/vare;
  • Tibia vara;
  • Pronazione;
  • Dismetria arti (differenza di lunghezza degli arti);
  • Debolezza muscolare;
  • Problemi di equilibrio;
  • Flessibilità;
  • Infortuni pregressi.

COSA FARE IN CASO DI INFORTUNIO

Nel vivo di un infortunio si deve intervenire immediatamente con la tecnica denominata “RICE”, acronimo inglese di RIPOSO (rest), GHIACCIO (ice), COMPRESSIONE (compression) ED ELAVANDO L’ARTO (elevation).

Ovviamente laddove sia possibile ovvero in assenza di fratture esposte o altre condizioni particolari e specifiche.

A questo primo approccio che avviene nell’immediato seguiranno terapia fisica e fisioterapica per ridurre l’infiammazione al minimo.

La presa in carico globale del paziente, ovvero la gestione multidisciplinare (diversi specialisti) garantirà il successo del raggiungimento dell’obbiettivo finale che dovrebbe essere la possibilità del paziente di ritornare alla pratica sportiva.

Le terapie possono variare in base al caso specifico e a quello specialistico, si potrà andare dalla terapia fisica e fisioterapica, riabilitativa e conservativa attraverso impiego di ghiaccio o calore, plantari o inserti per le scarpe e supplementi ortesici per le dita ecc., esercizi di allungamento, posturali, per aumentare la mobilità, terapia fisica (ultrasuoni, onde d’urto ecc.) a discrezione dello specialista.  Ulteriori test clinici o altri approfondimenti (RX, risonanza, ecografia ecc.), chirurgia, gessatura e immobilizzazione possono ritenersi necessari.

Tra gli infortuni dello sportivo hanno una grande rilevanza quelli da eccessivo stress meccanico.

DI SEGUITO UNA SINTETICA DESCRIZIONE DEGLI SPORT PIU’ DIFFUSI E I RELATIVI INFORTUNI.

CORSA

La corsa è sicuramente tra le attività sportive più praticate. Permette di godere del panorama qualora praticata all’aria aperta o di stare comodamente in casa propria se si impiegano tappetini rotanti ma è anche tra le attività Cardio più praticate da chi frequenta centri sportivi.

La corsa differisce dalla camminata in quanto in essa vi è una fase di “volo”, cioè un momento in cui il piede non tocca la superficie d’appoggio. Nella corsa inoltre, a differenza della camminata viene a mancare la fase di doppio appoggio podalico, ovvero un momento in cui entrambi i piedi poggiano al suolo. La fase di appoggio inoltre ha una durata complessiva molto più breve e un impatto maggiore in termini di potenza. La fase di appoggio del tallone è minore che nella camminata.

Durante la camminata il piede supporta un peso corporeo due volte maggiore a quello reale, nella corsa il peso corporeo sostenuto equivale a cinque volte quello del peso corporeo.

Correre richiede tre requisiti fondamentali:

Gli infortuni più comuni per i runners sono:

  • Le ginocchia del corridore
  • Tendinite dell’achilleo
  • Lesione parziale o totale dell’Achille
  • Problematica di Hamstring
  • Fascite plantare
  • Sindrome della fascia ileotibiale (itbs)
  • Fratture da stress
  • Shin Splints

TENNIS

Il tennis è uno degli sporti individuali più famosi al mondo. I giocatori usano una racchetta per direzionare la palla nell’altra metà campo dove si trova l’avversario. Il tennis è un’attività che prevede cambi repentini di direzione, può essere praticato al coperto o all’aperto e le superfici di gioco possono essere di terra battuta, erba o terrose/argillose. Il tennis prevede un grande lavoro da parte dei piedi. Gli infortuni agli arti inferiori, soprattutto a livello di caviglia e piede possono essere maggiormente causate da repentini e frequenti cambi di direzione, improvvisi arresti e veloci scatti.

Gli infortuni agli arti inferiori che maggiormente interessato i tennisti sono:

  • Distorsione della caviglia;
  • Problematiche tendinee;
  • Fratture da stress;
  • Dolore al tallone e fascite plantare;
  • Tenditi dell’achilleo;
  • Sesamoiditi;

la prevenzione degli infortuni sportivi nel tennis prevede, come in tutti gli sport, fattori costanti:

  • Allenamento adeguato;
  • Adeguato stretching e riscaldamento;
  • Adeguata superficie di gioco;
  • Adeguate calzature

Le calzature adeguate devono essere leggere, con soletta esterna spessa e che ammortizzi l’impatto al suolo. Inoltre, una soletta all’interno con un adeguato supporto del tallone e dell’arco può aiutare a prevenire fascite plantare e dolore al tallone.

PALLAVOLO

La pallavolo uno sport di squadra formato da due squadre di 2/4/6 giocatori che cercano di mandare la palla al di là della rete nel campo avversario. È uno sport che prevede repentini salti e cambi di direzione con rischio di infortuni per caviglie e piede. I pallavolisti dovrebbero prestare particolare attenzione a:

  • Distorsione della caviglia;
  • Instabilità permanente della caviglia in seguito a distorsione;
  • Dolore al tallone;
  • Fascite plantare;
  • Tenditini dell’achilleo;
  • Sesamoiditi;
  • Fratture da stress;
  • Apofisi calcaneare;
  • Capsuliti;
  • Problematiche di estensione e flessione delle dita dei piedi;

Nella pallavolo le distorsioni di caviglia rappresentano ben il 60% degli infortuni del pallavolista.

Molti degli infortuni della pallavolo sono correlati al movimento del salto e ai suoi due momenti: STACCO e ATTERRAGGIO.

La distorsione di caviglia, ad esempio avviene nella maggior parte dei casi durante la fase di atterraggio dopo un salto.

Per quanto riguarda gli infortuni da eccessivo uso la più comune nella pallavolo è la tendinite del rotuleo detta anche “ginocchia del saltatore”.

Anche la sindrome patello-femorale è molto comune nella pallavolo e negli sport che richiedono salti. La ripetuta e forzata estensione del ginocchio, come avviene durante il tiro della palla e il muro, può stressare e quindi danneggiare l’articolazione patello-femorale. Questa condizione può essere aggravata da una struttura valga o ricurvata delle ginocchia (genu valgum e genu recurvatum) ma anche da una eccessiva pronazione del piede o rotazione esterna della tibia.

I sintomi sono dolore durante il salto e gli squat. Salire le scale e stare seduti per molto tempo inoltre aumentano il dolore.

La tendinite dell’achilleo è molto comune soprattutto per la pallavolo indoor e per via dell’ eccessiva fase di carico per la preparazione al salto

 Rigidità ed scarsa elasticità dei muscoli del complesso di Hamstring o del complesso gastrocnemio-soleo, tibia vara, piede cavo predispone alle tenditini.

Quando si manifestano sintomi dolorosi, l’atleta dovrebbe limitare i salti, aumentare lo stretching dei muscoli della gamba ed usare in taping elasticoper ridurre la dorsiflessione. Inoltre, si possono aggiungere all’interno della scarpa tallonette di diversi millimetri (da indicazione specialistica) per ridurre lo stress sul tendine.

La fascite plantare è comune nei pallavolisti sempre per via degli eccessivi salti. La superficie di gioco e il tipo di scarpa possono inoltre contribuire. Saltare ed in generale praticare sport o attività su superfici rigide senza l’adeguato supporto plantare predispone alla fascite plantare. Altri fattori includono rigidità dei muscoli del complesso gastrocnemio-soleo, rigidità dell’arco plantare longitudinale. Eccessiva pronazione dell’articolazione sotto astragalica.

Per i pallavolisti indoor o che praticano lo sport con le scarpe in generale è utile l’impiego di plantari, rialzi, taping elastico e stretching per i muscoli della gamba. Per chi pratica beach volley, quindi gioca scalzo, si può ricorrere al taping e ad un adeguato stretching.

BASKET (PALLACANESTRO)

Il basket è uno sport di squadra in cui due team di 5 giocatori cercano di fare entrare la palla nel canestro della squadra avversaria. Il canestro si trova a 10 metri di altezza dal suolo.

Il basket prevede cambi di direzione, salti e agilità nel cambio di posizione e movimenti.

Gli infortuni più comuni sono:

  • Distrosione di caviglia;
  • Tendiniti;
  • Fascite plantare e dolore al tallone;
  • Sesamoiditi;
  • Fratture da stress,
  • Shin splints;
  • Ginocchia del saltatore;

FOOTBALL AMERICANO E RUGBY

Sappiamo bene che football americano e rugby si differenziano per regolamento, numero di giocatori, durata del match e altre caratteristiche, ma in termini di biomeccanica del movimento sono identici. Entrambi prevedono scatti, corsa, salti e cambi di direzione spesso con movimenti bruschi ed improvvisi. Ma soprattutto entrambi sono sport di contatto e questo li distingue dagli sport fino ad ora discussi in questo articolo. In quanto gli sport di contatto appunto sono caratterizzati dal rischio maggiore di infortuni traumatici ovvero da trauma acuto causato dall’impatto con altri atleti.

Infatti, gli infortuni più comuni di questi sport, oltre a quelli causati dall’eccessivo allenamento e dallo stress meccanico ripetuto durante salti, cambi di direzione e corsa, riguardano gli infortuni da trauma acuto.

Gli infortuni più comuni sono:

  • Distorsioni da trauma;
  • Fratture da impatto e traumatiche;
  • Lesioni tendinee e muscolari traumatiche;
  • Tendinite dell’achilleo;
  • Ginocchia del corridore;
  • Sesamoiditi;
  • Fascite plantare e dolore al tallone;
  • Shin splints;
  • Malattia di Sever.

CALCIO

Foto Massimo Paolone/LaPresse 6 ottobre 2019 Milano, Italia sport calcio Inter vs Juventus – Campionato di calcio Serie A TIM 2019/2020 – stadio San Siro Nella foto: Matias Vecino (FC Internazionale Milano) in azione contrastato da Alex Sandro (Juventus F.C.) Photo Massimo Paolone/LaPresse October 6, 2019 Milan, Italy sport soccer Inter vs Juventus – Italian Football Championship League A TIM 2019/2020 – San Siro stadium In the pic: Matias Vecino (FC Internazionale Milano) competes for the ball with Alex Sandro (Juventus F.C.)

Sport di squadra anche esso annoverato tra gli sport di contatto anche se il contatto non è previsto dal regolamento. Anche nel calcio infatti è ampiamente diffuso l’infortunio da trauma meccanico da impatto con l’avversario.

È lo sport più popolare del mondo e non prevede particolari equipaggiamenti ma solo una palla che i giocatori (11 per squadra) dovranno calciare esclusivamente con i piedi e tentare di fare entrare nella porta della metà campo avversaria dove il portiere dovrà tentare di non farla entrare anche utilizzando le mani.

Il calcio prevede una grande quantità di corsa quindi un estremo uso degli arti inferiori che può portare a infortuni acuti e cronici. Un infortunio acuto è difficile da evitare perché è spesso correlato ad un trauma improvviso e brusco spesso causato dall’impatto tra gli atleti.

Gli infortuni più comuni includono:

  • Distorsione di caviglia
  • Tendiniti;
  • Sesamoiditi;
  • Fascite plantare e dolore al tallone;
  • Shin splints;
  • Malattia di Sever.