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Ipercheratosi (callosità) | PODOLOGO Dott.ssa Kassandra Nicolosi
Ipercheratosi (callosità)

Ipercheratosi (callosità)

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Per Callosità/Callo si intende un ispessimento dello strato corneo dell’epidermide causato da microtraumi ripetuti o alternati e si presenta come un’area  di durezza maggiore rispetto alla cute normale e talvolta di colore giallo opaco.

Il callo i forma prevalentemente in corrispondenza di sporgenze ossee o di aree di carico o sfregamento eccessivo. Maggiormente le troviamo a livello plantare, sotto i metatarsi, sulla superficie dorsale delle dita nel caso di deformità, interdigitale o persino sub e/o periungueale (sotto l’unghia o nel bordo ungueale, detta Onicofosi).

Esistono varie forme di callosità, dalle callosità diffuse e superficiali a quelle rotondeggianti o coniche che talvolta invadono il derma in profondità e possono essere molto dolorose. Queste ultime, a forma conica, sono conosciute nel gergo estetico come “occhi di pernice”, scientificamente il loro nome è Heloma e ne esistono varie tipologie:

  • Heloma duro : un vero e proprio cono a punta invertita all’interno del derma, talvolta così duro da causare problematiche a livello dei tessuti sottostati quali ossa e tendini;
  • Heloma molle: tipicamente cresce tra le dita dei piedi ed è caratterizzato da tessuto macerato e morbido tipicamente di colore biancastro motivo per cui viene spesso confuso per Tinea Pedis/Piede d’atleta (micosi);
  • Heloma Vascolare e Neurovascolare: crescono in profondità come un cono invertito ed intrappolano al loro interno piccoli vasi e nervi, possono essere molto dolorosi.

Gli Helomi possono essere confusi da un occhi non esperto con le verruche plantari, che hanno ben diverse caratteristiche. E’ vero tuttavia che entrambe, verruca ed heloma possono coesistere, in quanto un callo può crescere sulla superficie o in prossimità di una verruca.

E’ molto importante non trascurare le callosità perchè a lungo termine, a causa dell’eccessiva pressione che esercitano sulle superfici ad essi sottostanti, possono compromettere le strutture ossee (che nel piede hanno piccole dimensioni e/o che possono esser già indebolite e compromesse da altre problematiche) influendo sulla biomecannica e sulla postura per via di un appoggio sbagliato per risparmiare l’area lesa e dolorante.

Inoltre nel Piede diabetico le callosità costituiscono un importante fattore di rischio per lo sviluppo di ulcere, che se trascurate possono portare ad infezioni evolvendo in  gangrena e quindi amputazione.